Sulle ali della liberta'

La paura di volare non appartiene al nostro collaboratore Raffaello Belli che, mosso dal fastidio per la banalita' e l'ipocrisia 'terrena', tenta di spostare il suo angolo prospettico librandosi nell'aria. Cio' che sembrava impossibile, e cioe' volare spinto dal vento, diviene praticabile grazie anche all'impegno ed alla sensibilita' di alcuni istruttori particolarmente attenti.

Nella primavera scorsa ero particolarmente irritato dagli osta coli che vengono frapposti sulla strada delle persone disabili. In particolare, mi risultava troppo evidente come questi ostacoli siano catene imposte da altri esseri umani, che potrebbero essere facilmente evitate. Parapendio: fu il desiderio che nacque per evadere da questa situazione paranoica. Sarebbe stato possibile? Chiesi un po' in giro e trovai il numero di telefono di una scuola di volo a meta' strada tra Firenze e Livorno. Telefonai e Mirco, il responsabile, mi chiese di vederci di persona: per telefono non poteva assicurarmi se sarei stato capace di praticare il parapendio. Per telefono mi colpi' l'assenza, nella sua voce, di ogni ombra di pregiudizio e l'apertura verso il trionfo della vita.

Difficolta' ed attenzioni Una domenica pomeriggio decisi di recarmi al campo di volo, che sfortunatamente non potevo raggiungere con la mia auto. Allora, appena arrivai nelle vicinanze, chiamai i ragazzi della scuola di volo con il cellulare. Sebbene non mi conoscessero, si mobilitarono immediatamente e Lucia venne a prendermi con un fuoristrada, mostrando una naturalezza e un'attenzione nell'aiutarmi come se fossi stato un loro vecchio amico. Mi colpi' molto una serie di "piccoli" atteggiamenti e attenzioni, che sarebbe lungo e complicato spiegare, ma che fanno la differenza tra il giorno e la notte. Quando arrivai al campo di volo vidi che non c'era neanche una sedia, il che sarebbe stato abbastanza scomodo per me. Mirco e Lucia seppero mettermi completamente a mio agio, fin nei minimi dettagli, come solo gli amici veri e le migliori tra le assistenti personali sanno fare. Mirco mi disse subito che secondo lui non avrei potuto affrontare il parapendio da solo. Peccato, ma era nel conto! Mirco mi propose pero' subito un piccolo volo con lui con un parapendio a due posti. Non me lo aspettavo davvero, bella sorpresa!

Il decollo Saliti quindi sul fuoristrada ci recammo all'altro campo di volo li' vicino. Eravamo a Castello Anselmo (LI), ad un'altezza di 150 metri sul livello del mare. Aprirono il parapendio a due posti, che ovviamente e' piu' grande di quello ad un posto. Poi mi aiutarono a raggiungere il punto di partenza e alcuni dei ragazzi mi diedero una mano ad indossare l'imbracatura ed il casco per il volo. Nel frattempo Mirco si preparava dietro di me e Lucia, assieme ad un allievo, si spostava con il fuoristrada verso il punto in cui saremmo atterrati. Due allievi mi tenevano, uno per lato, durante la rincorsa necessaria al decollo. Mirco, intanto, guidava il parapendio. Per fortuna il vento ascensionale era favorevole e ci porto' subito in alto. Per me nessunissima difficolta' perche' quei due allievi furono ovviamente bravissimi e il parapendio veniva manovrato da Mirco.

Nel vento Salimmo di 70 metri. Affidarmi al vento mi regalo' molta sicurezza e tranquillita'. Ricordo che urlavo: "Che bello!" E mi venne da pensare che, visti dall'alto, noi esseri umani dobbiamo offrire una sensazione di grande miseria agli uccelli. Non vedevo Mirco, perché era dietro di me, ma sentivo bene che era ben sicuro della situazione. Credo che lui fosse leggermente piu' preoccupato di me. Il perch' e' evidente: conoscere bene qualcosa consente di goderne a fondo i pregi, ma anche di percepirne meglio i potenziali pericoli. All'atterraggio Lucia ed un allievo mi afferrarono ciascuno per un braccio e tutto avvenne con facilita'. Solo che sbagliai, tenni le gambe troppo rigide, ed il colpo dell'atterraggio fu un pochino piu' forte di come avrebbe dovuto essere.

Un'altra esperienza Dopo l'atterraggio Mirco mi invito' a rivederci all'inizio d'agosto su un monte della provincia di Lucca per un volo vero. Vissi questo invito come un segno di autentica amicizia e di fiducia per come mi ero comportato durante quella prima esperienza. Il giorno stabilito ci incontrammo nel luogo indicato, poi, a bordo del fuoristrada di Mirco e Lucia, risalimmo il monte, in mezzo a meravigliosi castagni di un'infuocata giornata. Ad un certo punto non si poteva piu' proseguire nemmeno con il fuoristrada. Non lo sapevo e non lo avevo capito, ma loro si erano organizzati per portarmi "di peso" per un lungo tratto di bosco fino al piano di volo. Queste persone, che mi avevano conosciuto da poco, erano cosi' attente al mio desiderio di volare che si erano organizzate per un grande sforzo come quello di portarmi in cima ad un monte: anche questo era emozionante. Raramente nella mia vita mi sono sentito cosi' accolto dall'Universo, e ho vissuto il fatto che la disabilita' davvero non c'entra nulla con le mie incapacita' fisiche: e' solo una catena imposta dalla mente di altri esseri umani.

L'attenzione per la vita Per farmi raggiungere il campo di decollo mi fecero indossare una imbracatura per il volo e mi portarono in quattro, sollevandomi con altrettanti moschettoni. Sebbene fossero uomini giovani e forti, la cosa era cosi' faticosa che dovevano darsi il cambio frequentemente. Mi colpi' davvero molto che queste persone sopportassero un tale sforzo pur di rendermi felice. Sebbene la natura mi piaccia tantissimo, non avevo mai raggiunto luoghi cosi' inaccessibili alle auto. Finalmente raggiungemmo il campo di volo "Cune", in localita' Diecimo di Borgo a Mozzano (LU). Eravamo a 800 metri sul livello del mare e a 670 metri rispetto alla sottostante valle di Diecimo, dove era previsto l'atterraggio. Qualcuno si lanciava con il parapendio, ma purtroppo c'era poco vento, e dopo un po' nessuno poteva piu' partire. Nel tardo pomeriggio Mirco mi disse che, purtroppo, senza vento dovevamo rinunciare al volo. Peccato, sia per l'occasione persa, sia perche' avrebbero dovuto riportarmi giu' di peso (anche se qualcuno dira' che avrebbero fatto meglio a lasciarmi li'). Neanche a farlo apposta, mentre stavano iniziando a risistemare l'attrezzatura, si alzo' improvvisamente il vento giusto. Ricordo la faccia di Mirco che, al primo alito di vento, subito drizzo' le orecchie, proprio come una volpe: potevamo volare! Alcuni si allontanarono con il fuoristrada per anticiparci all'atterraggio. Lucia parti' prima di noi con il parapendio per aiutare gli altri ad acchiapparmi all'arrivo. La procedura per il decollo fu la stessa della volta precedente. Apertura del parapendio a due posti, imbracatura, casco e rincorsa con due persone che mi aiutavano ai lati. La rincorsa fu un po' piu' lunga della volta precedente perche' c'era meno vento. Comunque, decollo perfetto, anche perche' Mirco e' una "volpe dei venti".

Sempre piu' in alto Lo scenario era completamente diverso. Salimmo a 950 metri sul livello del mare e il campo d'atterraggio era a 820 metri sotto di noi. Attraversammo trasversalmente tutta la valle di Diecimo, le case e i paesi erano piccoli giu' in fondo. Sulla sinistra, in lontananza, c'era la piana di Lucca. In alto, in mezzo alla valle, c'era molto piu' vento di quello che mi sarei aspettato in quella caldissima giornata d'agosto. Per un momento mi giro' la testa. La sensazione di liberta' rasentava l'infinito, tanto che un secondo mi arricchiva quanto un mese di vita "normale". Sarebbe stato bello bere un bicchiere di champagne con Mirco, ma non lo avevamo con noi. Inoltre lui era dietro di me per cui proprio non potevamo farlo. Prima di toccare terra, Lucia esegui' con il suo parapendio un giro di tre quarti, con un'eleganza tale che mi fece pensare ad un inchino di Carla Fracci. Da brava volpe, Mirco atterro' insieme a me a pochissimi metri da dove era parcheggiata la mia auto. Nell'atterraggio rimasi attento a mantenere la posizione "seduta" sull'imbracatura, e Lucia e gli altri della scuola si rivelarono prontissimi ad acchiapparmi, per cui tutto assolutamente ok, a parte la sensazione, toccata terra, di essere tornato in prigione. Quasi tutti mi dicono che sono stato pazzo, o giu' di li'. Francamente non riesco a capire che cosa ci sia stato di cosi' temerario.

Riflessioni Ripensandoci con calma direi che sono stati quattro i motivi per cui ho potuto vivere questa tranquillissima esperienza eccezionale. In primo luogo, Lucia, Mirco, e i loro allievi, sono persone molto intelligenti, e questa loro capacita' non comune di capire e' anche la fonte della loro generosita'. In secondo luogo, Mirco e' un animale, nel senso piu' nobile del termine. Mirco cioe' conosce la durezza della natura, ma ne sa apprezzare anche la bellezza. Quindi e' capace di sentire la ricchezza di tutto cio' che lo circonda, esseri umani compresi. Inoltre il suo amore per la natura gli consente di conoscerla profondamente, di dialogare con il vento e di rendere fattibile cio' che molti ritengono impossibile. Va anche detto che mi piace moltissimo la natura e affidarmi ad essa. Nel senso che la natura e' una vera amicizia della mia vita, e la vera amicizia "ripaga" sempre. Infine, ho potuto riflettere sul fatto che forse molti sottovalutano una cosa. E cioe' che in tutti i numerosissimi momenti della giornata in cui cammino con le mie gambe (per andare in bagno, al lavoro, a far arrabbiare le autorita' ecc.) il mio rischio di cadere, e di riportare seri traumi cranici, e' molto piu' alto del pericolo di farmi male col parapendio. Quindi, in definitiva, quel volo in parapendio, che mi ha fatto capire molto della miseria umana, e' stato per me una passeggiata nella liberta'.

Parapendio in Valle d'Aosta A margine dell'esperienza toscana di Raffaello Belli segnaliamo la valdostana Fans de Sport di Breuil (Cervinia), associazione sportiva aperta a tutti, che offre anche ai disabili l'opportunita' di volare in parapendio in tutta sicurezza, grazie all'uso di una speciale poltrona studiata appositamente per questo scopo. L'associazione inoltre e' in grado di organizzare degli eventi incentivanti ove le persone con disabilita' potranno mettersi alla prova in varie altre discipline, come l'equitazione, la guida di quad, il tiro con l'arco, l'arrampicata su muro artificiale, immersioni ed altro ancora.

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Scritto da Raffaello Belli